Blade Runner 2099 descriverà un futuro in cui i replicanti detengono il potere e gli esseri umani svolgono i lavori umili un tempo assegnati a loro. La showrunner Silka Luisa afferma che la serie esplorerà anche i potenziali benefici di questo cambiamento, compresi gli sforzi per riparare l’ambiente terrestre danneggiato.

Parlando mercoledì al WIRED World Fair di Miami, Luisa ha descritto la serie come una storia sulla vita dopo una rivoluzione dei replicanti. Invece di concentrarsi sulle ansie odierne, vuole mostrare i «risvolti positivi» di un mondo governato dai replicanti. Nella serie, questi usano le competenze sviluppate lavorando per gli esseri umani per contribuire a risollevare il pianeta dal collasso ecologico.

Ambientata 80 anni dopo il film originale Blade Runner e 50 anni dopo Blade Runner 2049, la miniserie segue Olwen, una Blade Runner replicante interpretata da Michelle Yeoh, mentre dà la caccia ad agenti ribelli. Hunter Schafer interpreta Cora, un’umana che finge di essere una replicante per sopravvivere. La serie dovrebbe debuttare il 25 novembre.

Schafer ha detto che il ruolo le ha offerto anche l’opportunità di cimentarsi per la prima volta con scene d’azione. Ha descritto il lavoro come fisicamente impegnativo e ha elogiato Yeoh, sua co-protagonista, per averla sostenuta durante le scene di combattimento.

Luisa ha detto che la serie riprende i temi ambientali di Blade Runner 2049, puntando però a offrire più speranza rispetto alla consueta visione distopica del franchise. Ha inoltre distinto i suoi replicanti dai sistemi di intelligenza artificiale su cui oggi si concentra l’attenzione, descrivendo i personaggi come più simili agli esseri umani.

Fonti: WIRED.