Le passività nascoste legate all’IA di cinque grandi aziende tecnologiche sono salite a circa 3.200 miliardi di dollari, con un aumento del 90% da marzo 2026, secondo un’analisi di Nikkei Asia citata da t3n. La cifra riguarda Alphabet, Microsoft, Amazon, Meta e Oracle.
Le passività derivano dal cosiddetto «indebitamento ombra»: società costituite separatamente prendono in prestito denaro per costruire e gestire centri dati e altre infrastrutture per l’IA, che le aziende tecnologiche poi affittano o prendono in leasing. Alcuni impegni non devono figurare nei bilanci delle aziende, rendendo meno evidente il loro livello di indebitamento.
Secondo l’analisi di Nikkei Asia, il 60% del totale è costituito da impegni di acquisto, mentre il 40% riguarda contratti di leasing che non sono ancora entrati in vigore. Nel complesso, gli obblighi equivalgono all’80% degli asset combinati delle cinque aziende.
Alphabet rappresenta la quota maggiore, con 1.050 miliardi di dollari di passività nascoste dichiarate, in aumento del 160%. Nikkei Asia ha tuttavia avvertito che i confronti sono difficili, perché Alphabet ha modificato alcune parti del proprio metodo di calcolo. Le altre aziende, in ordine decrescente, sono Meta, Microsoft, Amazon e Oracle.
Gli investitori si chiedono sempre più spesso se le enormi spese delle aziende per le infrastrutture di IA genereranno rendimenti in tempi sufficientemente brevi. Dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre, a fine ottobre 2026, i prezzi delle azioni di molte grandi aziende tecnologiche sono scesi; questi dubbi stanno inoltre pesando sulla prevista quotazione in borsa della società di IA Anthropic.
Fonti: t3n.
