L’XPS Googlebook di Dell abbina il recente design dell’XPS 13 dell’azienda a Googlebook OS, una nuova piattaforma che combina elementi di Android e ChromeOS. Il laptop offre un hardware interessante, ma una recensione condotta dopo una settimana di test ha rilevato che i limiti del sistema operativo ne oscurano i punti di forza.

L’XPS Googlebook costa 1.000 dollari e utilizza lo stesso hardware di base dell’XPS 13 con Windows 11 da 1.000 dollari: un processore Qualcomm Snapdragon X Elite e 16 GB di RAM. Il telaio metallico da 2,2 libbre e il display InfinityEdge da 13,4 pollici lo rendono leggero e portatile, mentre anche la tastiera e il touchpad hanno ricevuto elogi. Il dispositivo dispone di due porte USB-C su ciascun lato, ma non ha un jack per cuffie.

Dell ha aggiunto una “Glowbar” posteriore multicolore in grado di indicare lo stato di ricarica e il livello della batteria. Tuttavia, la funzione è stata descritta come in gran parte superflua, anziché come un vantaggio significativo. La valutazione complessiva della recensione è stata che la maggior parte delle qualità positive del laptop deriva dal consolidato design hardware di Dell, non da Googlebook OS.

Googlebook OS supporta le applicazioni Android, può sincronizzare e duplicare le app da un telefono Android e integra l’intelligenza artificiale Gemini di Google in tutta l’interfaccia. In pratica, però, la recensione ha rilevato che il supporto alle app Android è incostante. Slack era limitato a un’interfaccia in stile mobile, Evernote non era disponibile tramite il Googlebook Play Store e Audacity non era supportato. Diverse altre applicazioni offrivano interfacce più orientate ai laptop, ma soltanto agli utenti i cui flussi di lavoro le includevano già.

Anche le attività quotidiane potevano richiedere soluzioni alternative. Per ridimensionare un’immagine è stato necessario provare diverse applicazioni prima che il recensore trovasse un’opzione adatta, mentre il montaggio audio doveva essere gestito tramite un’alternativa di base o un servizio web. I siti web di Slack ed Evernote si sono rivelati alla fine più utili delle rispettive opzioni Android disponibili o mancanti.

Anche le funzioni dedicate al telefono della piattaforma sono state considerate meno convincenti di quanto sembrassero inizialmente. La sincronizzazione di un telefono Android poteva creare notifiche duplicate quando le stesse app erano installate su entrambi i dispositivi, mentre la duplicazione delle app offriva una giustificazione limitata per scegliere una piattaforma completamente nuova per laptop. La recensione ha inoltre osservato che Windows e Linux supportano già alcune funzioni analoghe di sincronizzazione con il telefono.

Gemini è profondamente integrato in Googlebook OS e consente agli utenti di porre domande e lavorare con contenuti multimediali dall’app Gemini, oppure di richiamare l’assistente durante la navigazione o l’utilizzo di altre applicazioni. La recensione ha rilevato che Gemini rispondeva adeguatamente ad alcune domande relative ai prodotti, ma ha concluso che la sua sola presenza non costituiva un motivo sufficiente per acquistare il laptop.

Googlebook OS include anche Rambler, uno strumento di dettatura basato sull’intelligenza artificiale che rimuove le parole riempitive e formatta efficacemente il testo pronunciato. Durante la dettatura, la sua interfaccia mostra una forma d’onda viola in movimento invece del testo trascritto, rendendo più difficile seguire o organizzare i pensieri.

Anche le prestazioni della batteria hanno evidenziato la scarsa rifinitura della piattaforma. Il laptop è durato 15 ore e 15 minuti nel benchmark dell’app Android PCMark, ma alcune applicazioni consumavano quantità insolitamente elevate di energia durante l’uso normale. Secondo quanto riferito, CapCut Pad ha utilizzato metà della batteria in un’ora mentre era in esecuzione in background, rendendo difficile fare affidamento sul laptop per un’intera giornata di lavoro.

La recensione consiglia invece di scegliere l’XPS 13 da 999 dollari con Windows 11. L’hardware di Dell rimane uno degli aspetti più solidi del prodotto, ma Googlebook OS è stato giudicato troppo limitato e immaturo per giustificarne il prezzo. Sebbene la futura compatibilità con le app e gli aggiornamenti dell’intelligenza artificiale possano migliorare la piattaforma, la valutazione è stata che gli acquirenti non dovrebbero pagare oggi basandosi sull’aspettativa che in futuro diventerà migliore.

Fonti: Engadget.