Steve Yedlin, il direttore della fotografia noto per film tra cui Knives Out e Star Wars: Gli ultimi Jedi, ha rilasciato un’app fotografica per iPhone progettata intorno al suo approccio distintivo al colore e all’elaborazione delle immagini.
Chromagraph Camera acquisisce dati delle immagini in formato RAW invece di affidarsi all’elaborazione integrata dell’iPhone. Applica quindi una formula simile a quella usata da Yedlin nella produzione cinematografica, creando immagini con tonalità, colori e grana volutamente stilizzati. L’app costa 13 dollari una tantum e attualmente supporta esclusivamente la fotografia.
Yedlin ha sviluppato l’app con il regista Rian Johnson, suo collaboratore di lunga data, e con il programmatore Eric Cameron. Johnson l’ha promossa sui social media alla fine di ottobre, dopodiché Chromagraph Camera è rapidamente diventata il download a pagamento più popolare sull’App Store iOS di Apple. Il team ha sperimentato con l’app per diversi mesi prima di pubblicarla.
L’immagine mostrata nel mirino non rappresenta necessariamente il risultato finale. Dopo aver scattato una foto, l’app la elabora per qualche istante prima di applicare il look selezionato. Gli utenti possono poi modificare elementi come l’esposizione e la texture.
Yedlin afferma che l’app non è pensata per sostituire la fotocamera standard dell’iPhone né per fungere da strumento completo di editing professionale. Offre invece uno stile fotografico curato, basato sulle preferenze cromatiche sue e di Johnson.
Secondo Yedlin, l’elaborazione dell’app non può eliminare i limiti hardware di un iPhone. Sostiene che il software non possa offrire lo stesso livello di controllo di una fotocamera professionale, in particolare entro i limiti imposti dalla piattaforma e dall’hardware di Apple.
Invece di perseguire una rappresentazione neutrale della realtà, Chromagraph Camera abbraccia un’interpretazione visiva chiaramente definita. Yedlin considera ogni immagine un’interpretazione, sia essa stilizzata o sobria, e descrive l’estetica dell’app come intenzionalmente caratterizzata.
Fonti: WIRED.