Il Vivo X500 Pro Max porta con sé molte delle caratteristiche associate agli smartphone Ultra premium dell’azienda, ma non sostituisce completamente l’X300 Ultra come dispositivo fotografico più distintivo del marchio. Il suo sistema fotografico offre un’eccellente gamma dinamica e un teleobiettivo eccezionale, ma l’abbandono della fotocamera principale da 35 mm dell’Ultra e il suo ultragrandangolare più debole limitano l’attrattiva del telefono.
L’X500 Pro Max utilizza una fotocamera principale da 50 megapixel con un sensore di tipo 1/1,28 pollici. Il suo sensore Sony Lytia L910 supporta la tecnologia LOFIC e offre 17 stop di gamma dinamica, migliorando in particolare la conservazione dei dettagli nelle alte luci. Ciò dà al telefono un vantaggio rispetto all’X300 Ultra sotto questo aspetto, nonostante il modello più recente disponga di un sensore principale più piccolo e con una risoluzione inferiore.
Tuttavia, la fotocamera principale torna a una lunghezza focale di 24 mm, una prospettiva più ampia comunemente presente su altri telefoni top di gamma. L’obiettivo da 35 mm dell’X300 Ultra offriva un’inquadratura più stretta e mirata, più adatta ai ritratti e alla fotografia quotidiana senza dover ricorrere allo zoom digitale. Il Pro Max può avvicinarsi a quella visuale aumentando lo zoom, ma in questo modo utilizza solo una parte del sensore principale e non offre lo stesso risultato ottico.
La fotocamera ultragrandangolare rappresenta un altro compromesso significativo. Mentre l’X300 Ultra trattava il suo ultragrandangolare come una seconda fotocamera principale, utilizzando un sensore di grandi dimensioni e la stabilizzazione ottica dell’immagine, l’X500 Pro Max ha un sensore molto più piccolo, di tipo 1/2,75 pollici. In condizioni di scarsa illuminazione, la differenza può essere evidente: l’ultragrandangolare ha maggiori probabilità di perdere dettagli nelle aree luminose e di produrre ombre più scure rispetto alle fotocamere principale e teleobiettivo.
Nonostante queste limitazioni, il sistema fotografico complessivo rimane estremamente capace. Il telefono utilizza la stessa fotocamera teleobiettivo periscopica dell’Ultra, descritta come una delle più potenti disponibili su uno smartphone. Vivo e Zeiss continuano inoltre a sottolineare un’elaborazione dei colori dall’aspetto naturale. Le funzioni video includono la registrazione Log e lo slow motion in 4K a 240 fotogrammi al secondo, mentre il telefono supporta gli obiettivi teleconvertitori di Vivo, compreso un modello da 400 mm.
Il Pro Max adotta inoltre diverse specifiche di fascia alta dell’Ultra. Dispone di un display OLED da 1440p con frequenza di aggiornamento di 144 Hz, di una batteria da 7.800 mAh progettata per durare più di due giorni e del supporto alla ricarica cablata da 90 W e wireless da 40 W. Il suo processore MediaTek Dimensity 9600 Pro viene descritto come capace di offrire prestazioni sostanzialmente paragonabili a quelle dell’ultima piattaforma Snapdragon utilizzata nell’Ultra.
Con un prezzo di 1.799 €, l’X500 Pro Max rientra pienamente nella categoria ultra-premium. È posizionato al di sotto della linea Ultra di Vivo e non è concepito come successore diretto dell’X300 Ultra, che dovrebbe comunque ricevere un seguito. Il telefono offre quindi una combinazione solida di display, autonomia e prestazioni del teleobiettivo, ma gli manca parte del carattere fotografico che aveva reso particolarmente interessante il vecchio Ultra.
Il confronto mette inoltre in evidenza la sfida che attende il prossimo modello Ultra di Vivo. Con il Pro Max che ha già un prezzo premium, un futuro X500 Ultra dovrà sviluppare ulteriormente l’approccio fotografico distintivo dell’X300 Ultra e offrire capacità aggiuntive sufficienti a giustificare la sua posizione più alta nella gamma.
Fonti: The Verge.