Il HomePod Mini di seconda generazione era inizialmente sembrato deludente dopo la presentazione da parte dell’azienda durante l’evento Welcome Home. Con un prezzo di 149 dollari, rispetto ai 99 dollari del modello originale, non include un sistema di altoparlanti aggiornato. Tuttavia, i test pratici suggeriscono che il processore più veloce e la connettività migliorata rendano il nuovo modello un aggiornamento più sostanziale del previsto.

Il HomePod Mini 2 utilizza il chip S10 di Apple, che sostituisce l’S5 del modello di prima generazione, e aggiunge il supporto al Wi-Fi 6E invece del Wi-Fi 4. Questi cambiamenti rendono Siri e i comandi per la smart home sensibilmente più veloci. La musica iniziava a essere riprodotta entro pochi secondi, mentre azioni come spegnere le luci o aprire le tende venivano completate in meno di tre secondi. Si tratta di un miglioramento evidente rispetto ai ritardi che sul vecchio Mini possono arrivare a 10 secondi.

L’aggiornamento promesso di Siri con l’intelligenza artificiale non è ancora disponibile ed è previsto in un futuro aggiornamento software. Le domande più complesse continuano a generare il familiare suggerimento di visualizzare i risultati web su un iPhone. Tuttavia, anche senza le funzioni di intelligenza artificiale, l’assistente standard risponde più rapidamente e parla meno durante le azioni della smart home, eseguendo spesso i comandi senza una lunga conferma.

La nuova finitura verde è un altro punto di forza. È stata descritta come un’opzione particolarmente elegante, che si adatta facilmente a diverse parti della casa. Sono disponibili anche i modelli rosa e blu, mentre il nero rimane un’alternativa; il bianco potrebbe richiedere una pulizia più frequente. L’hardware dell’altoparlante non è cambiato, ma il Mini 2 continua a offrire voci e frequenze medie nitide, oltre a bassi validi per le sue dimensioni. Due unità configurate come coppia stereo producevano un suono in grado di riempire una stanza in un ufficio.

Una nuova impostazione dell’app Casa consente agli utenti di bloccare i controlli touch dell’HomePod. La funzione è compatibile con gli HomePod più vecchi e più recenti e può aiutare a impedire che tocchi accidentali avviino la musica o attivino altre azioni. Il Mini 2 introduce inoltre Sound Glow, che modifica i LED superiori affinché corrispondano alla copertina dell’album. L’effetto funziona con Apple Music e Podcast ed è supportato anche dal Mini di prima generazione e dall’HomePod di seconda generazione, sebbene il suo impatto visivo sia discreto.

La delusione più grande è stata la funzione pensata per rendere il HomePod Mini 2 l’altoparlante predefinito di un Mac tramite una connessione AirPlay persistente. I test sono stati condotti utilizzando un Mac Mini M4 con Wi-Fi 6E, macOS 27.2 e HomePod con HomePod Software 27.2, ma nelle impostazioni audio del Mac non è comparsa l’opzione per selezionare un HomePod come uscita predefinita.

Gli altoparlanti potevano comunque connettersi tramite il normale AirPlay, ma ciò comportava problemi già noti, tra cui occasionali artefatti audio, interruzioni e ritardi nelle notifiche. Il Mac tornava inoltre agli altoparlanti integrati dopo il riavvio o quando Siri veniva attivata sull’HomePod. Una coppia stereo mostrava lo stesso comportamento del normale AirPlay. Il ripristino degli HomePod non ha risolto il problema e, al momento dei test, Apple non aveva risposto alle richieste di commento.

Dopo due giorni di utilizzo, il HomePod Mini 2 sembra offrire un aggiornamento valido soprattutto grazie alla velocità e al comportamento migliorato. L’integrazione con il Mac non ha fornito l’esperienza promessa, mentre l’aggiornamento più significativo di Siri basato sull’intelligenza artificiale rimane indisponibile. A 149 dollari, attualmente rappresenta il modo meno costoso per accedere a un hub domestico Apple con supporto a Thread e Matter.

Fonti: The Verge.