Il Ministero dell’Interno britannico si sta preparando ad ampliare l’uso del riconoscimento facciale in tempo reale (LFR) per i controlli sull’immigrazione, anche con operazioni negli snodi di trasporto e in alcuni eventi pubblici, secondo documenti programmatici e una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati pubblicati a ottobre.
Il programma proposto utilizzerebbe telecamere per identificare le persone che, secondo il ministero, cercano di rientrare illegalmente nel Regno Unito, sono oggetto di provvedimenti di allontanamento o sono coinvolte in reati legati all’immigrazione. I documenti indicano inoltre che le liste di controllo potrebbero includere persone che hanno superato la durata del visto o sono entrate nel Paese senza autorizzazione: si tratta di questioni civili, non penali, in materia di immigrazione.
Il Ministero dell’Interno afferma che individuare le persone senza documenti tramite questa tecnologia potrebbe aiutare a risolvere i loro casi, causando meno disagi rispetto a ripetuti interventi di controllo nelle abitazioni o nei luoghi di lavoro. I documenti descrivono il progetto LFR come entrato nella fase formale di attuazione, ma non indicano specifiche località in cui si svolgeranno future operazioni.
Tra novembre dello scorso anno e febbraio, le autorità preposte ai controlli sull’immigrazione hanno condotto tre sperimentazioni dell’LFR al porto di Holyhead, nel Galles settentrionale. Le sperimentazioni si sono concentrate sulle persone provenienti dall’Irlanda, sospettate di violare ordini di espulsione o ricercate per un reato penale legato all’immigrazione. L’approccio proposto amplierebbe il possibile impiego delle telecamere, prevedendo operazioni proattive negli snodi di trasporto e negli eventi che dovrebbero attirare folle più numerose.
Un portavoce del Ministero dell’Interno ha dichiarato che il dipartimento sta valutando ulteriori sperimentazioni e approfondendo i potenziali benefici, le implicazioni e gli impieghi futuri della tecnologia. La policy stabilisce che le persone di età inferiore ai 18 anni non saranno inserite nelle liste di controllo.
I piani sono stati criticati da attivisti per le libertà civili e i diritti dei migranti, che hanno espresso preoccupazione per la sorveglianza di massa, i possibili pregiudizi e la scarsa trasparenza. I documenti del Ministero dell’Interno affermano che l’uso dell’LFR è soggetto a supervisione esterna. Tuttavia, William Webster, commissario per la biometria e le telecamere di sorveglianza, ha dichiarato di non essere stato consultato e che l’uso della tecnologia a fini di immigrazione non rientrava nel suo mandato. Ha avvertito che la sua diffusione in diversi servizi pubblici solleva interrogativi sulla portata degli attuali meccanismi di supervisione.
Fonti: The Guardian Technology.