La Germania vuole diventare un leader mondiale nell’intelligenza artificiale e ridurre la propria dipendenza dalla tecnologia straniera. Al Digital Summit 2026 del governo federale, a Berlino, il cancelliere Friedrich Merz ha presentato il Paese come protagonista di solidi progressi nell’adozione dell’IA e ha affermato che la Germania intende guidare il settore delle tecnologie avanzate. Il pacchetto del summit, articolato in 18 punti, fissa l’obiettivo di raddoppiare la capacità di calcolo complessiva entro il 2030 e, idealmente, di quadruplicare quella dedicata all’IA.
Le nuove ambizioni richiamano gli impegni assunti un anno prima, quando Germania e Francia avevano annunciato piani per rafforzare la sovranità digitale europea, ampliare lo sviluppo dell’IA e ridurre la dipendenza da infrastrutture situate al di fuori dell’Europa. L’iniziativa comprendeva una proposta di partnership con la società francese di IA Mistral e piani per sviluppare software amministrativi e agenti di IA in Germania.
Da allora, questi piani hanno perso slancio. La partnership con Mistral è stata sospesa e il previsto accordo quadro che coinvolgeva la società di software SAP non si è concretizzato. Nel frattempo, la Germania ha perseguito altre partnership tecnologiche: si prevede che i suoi servizi d’intelligence utilizzeranno Google Cloud, mentre Nvidia è stata corteggiata attraverso dichiarazioni d’intenti strategiche. Un accordo proposto in Baviera per l’uso di software amministrativi Microsoft è stato abbandonato dopo disaccordi interni e critiche pubbliche.
Il pacchetto più recente prevede sostegno alle startup, agli enti di ricerca e all’IA industriale, oltre a ulteriori ricerche in settori come i modelli del mondo e l’IA fisica. Tuttavia, l’articolo osserva che la maggior parte delle misure non ha scadenze vincolanti, comprese quelle che interessano i singoli enti governativi. È atteso un piano d’azione per la pubblica amministrazione, ma il pacchetto non indica un calendario chiaro, necessario a dimostrare l’urgenza.
Sviluppare tecnologia nazionale restando al contempo economicamente competitivi è difficile, e l’articolo sostiene che un approccio esclusivamente europeo sia irrealistico, data la dipendenza da chip e materie prime. Potrebbe quindi essere necessario collaborare con partner al di fuori dell’Europa. Ma, con il 2030 a soli quattro anni di distanza, la questione centrale è se la Germania riuscirà ad agire abbastanza rapidamente da trasformare le ambizioni dichiarate in risultati concreti, invece di rimanere soprattutto una cliente della tecnologia straniera.
Fonti: t3n.