Gli ibridi plug-in sono stati a lungo commercializzati come l'offerta del meglio dei due mondi, combinando l'affidabilità di un motore a combustione per i lunghi viaggi con l'efficienza della batteria per gli spostamenti quotidiani. Tuttavia, i modelli di utilizzo effettivi spesso divergono da questa promessa, con molti conducenti che raramente ricaricano i propri veicoli e fanno affidamento sulla benzina per settimane alla volta, come se operassero un modello puramente termico. Per affrontare questo comportamento, l'associazione europea Transport & Environment (T&E) ha proposto una misura radicale: limitare i serbatoi di carburante in questi veicoli a un massimo di 15 litri.

I dati raccolti da T&E indicano che le emissioni nel mondo reale di questi veicoli possono raggiungere valori sei volte superiori rispetto ai loro valori ufficialmente omologati. Questo problema è particolarmente acuto all'interno delle flotte aziendali, dove i conducenti che utilizzano carte carburante pagate dall'azienda ignorano frequentemente i cavi di ricarica riposti nel bagagliaio. La proposta dell'associazione non mira a vietare gli ibridi plug-in, ma piuttosto a modificare le regole fiscali e gli incentivi. Per qualificarsi per benefici pubblici o etichette ecologiche, i produttori sarebbero tenuti a limitare la capacità del serbatoio a 15 litri, garantendo al contempo almeno 200 chilometri di autonomia elettrica nel mondo reale e capacità di ricarica rapida in corrente continua superiori a 100 kW.

In questo quadro, l'autonomia solo con benzina scenderebbe a circa 150 o 200 chilometri una volta esaurita la batteria. I conducenti che rifiutano di ricaricare i propri veicoli sarebbero costretti a fermarsi alle stazioni di servizio ogni due giorni. La logica alla base della proposta è creare un'inconvenienza pratica sufficientemente significativa da rendere la ricarica l'opzione più comoda per gli utenti.

Nonostante l'intenzione di imporre abitudini più pulite, gli esperti avvertono di potenziali complicazioni. Limitare il serbatoio del carburante potrebbe non garantire un aumento del tempo connesso alle colonnine elettriche; invece, potrebbe risultare in code più lunghe alle stazioni di servizio e visite frequenti per fare rifornimento con piccole quantità. Inoltre, installare batterie in grado di fornire 200 chilometri di autonomia aumenterebbe significativamente il peso del veicolo e i prezzi finali di vendita. Un ibrido plug-in con tale capacità si avvicinerebbe ai costi e all'impronta ambientale di un veicolo completamente elettrico, potenzialmente minando la sua razionalità economica. I produttori dovrebbero anche riprogettare intere piattaforme per accogliere celle più grandi senza sacrificare lo spazio del bagagliaio.

La discussione sta attualmente avvenendo a Bruxelles e rimane un punto di contesa tra le parti interessate. A questo stadio, la proposta si presenta come una raccomandazione tecnica da parte di T&E piuttosto che come una direttiva ufficiale dell'Unione Europea. Tuttavia, funge da serio avvertimento per l'industria automobilistica che la strategia di vendere ibridi pesanti per raggiungere obiettivi cartacei potrebbe essere vicina alla sua fine.

Fonti: Pplware.