OpenAI afferma che un modello di IA non ancora pubblicato ha contribuito alla produzione di oltre 700 manoscritti su più di 370 argomenti matematici, impiegando in media tre ore per ciascun manoscritto. Il lavoro, pubblicato a ottobre, ha suscitato un dibattito tra i matematici su come valutare e condividere la ricerca generata dall’IA.

Gli argomenti includono l’ipotesi di Riemann, un famoso problema irrisolto legato ai numeri primi. OpenAI non l’ha risolta e nemmeno il precedente lavoro di Anthropic ha risolto il problema, anche se i suoi risultati sono stati descritti come un progresso nel campo.

L’Association for Human Mathematics, fondata da matematici di tutto il mondo, ha criticato la portata della pubblicazione di OpenAI. Pubblicare più di 700 file in una sola volta, ha sostenuto, non dimostra competenza scientifica e potrebbe invece essere una manifestazione di potere.

Una preoccupazione centrale è che la ricerca matematica comporta più che produrre una risposta corretta. La Società matematica tedesca (DMV) afferma che i sistemi di IA tendono a privilegiare i risultati, mentre i ricercatori attribuiscono valore anche ai metodi e ai ragionamenti che vi conducono. Demian Nahuel Goos dell’Università Humboldt di Berlino ha affermato che una dimostrazione, da sola, può offrire pochi spunti di comprensione.

I ricercatori hanno sollevato anche questioni relative alla verifica: chi può controllare una quantità così ampia di lavoro, come sono stati raggiunti i risultati e se si basano su ipotesi false. La DMV ha avvertito che i sistemi di IA potrebbero attingere a materiale esistente che gli specialisti non hanno ancora esaminato e ha affermato che usare il lavoro altrui senza un’adeguata attribuzione violerebbe le norme scientifiche. In una controversia separata su una soluzione matematica, due matematici hanno affermato di essere stati ignorati.

Il dibattito ha inoltre sollevato preoccupazioni sugli effetti sullo scambio aperto di idee e sui ricercatori all’inizio della carriera. Il presidente della DMV, Jürg Kramer, ha affermato che alcuni ricercatori hanno smesso di pubblicare online le proprie scoperte; ha avvertito che ciò potrebbe rallentare i progressi e limitare la discussione all’interno della comunità matematica. Christian Hesse, professore di matematica a Stoccarda, ha dichiarato all’Agenzia di stampa tedesca che la ricerca di dottorato potrebbe dover cambiare se l’IA riuscisse a risolvere in pochi minuti problemi su cui gli studenti hanno lavorato per anni. Ha affermato che in futuro il lavoro potrebbe concentrarsi maggiormente sulla formulazione di domande, sulla comprensione della matematica e sulla valutazione critica dei risultati.

Alcuni matematici hanno accolto con favore i progressi. Hesse ha definito sensazionale il lavoro di OpenAI in matematica, sottolineando però che le sue dimostrazioni devono ancora essere controllate per verificarne la correttezza e l’originalità. Ha sostenuto che i limiti dell’IA non giustificano il tentativo di proteggere il campo dal cambiamento. Robert Lange, ricercatore nel campo dell’IA e membro fondatore di Sakana AI, con sede in Giappone, ha osservato che il dibattito riguarda la scienza pura, dove il percorso per rendere le scoperte una risorsa pubblica è ancora relativamente lungo.

La DMV ha suggerito che gli editori accademici potrebbero svolgere un ruolo più incisivo pubblicando lavori che hanno superato la revisione paritaria. Hesse si è opposto all’affidamento a contenuti protetti da paywall, affermando che la scienza dipende dallo scambio, non dall’esclusione. OpenAI ha dichiarato di voler ampliare i confini della conoscenza umana e valutare i propri modelli interni in matematica e in altre discipline scientifiche, per sviluppare strumenti che facciano progredire questi campi.

Per Hesse, la sfida più profonda consiste nel decidere che cosa significhi comprendere la matematica: una dimostrazione corretta non equivale necessariamente a capire perché un’affermazione sia vera, quali collegamenti riveli o quali domande sollevi. Ritiene che l’IA non eliminerà la matematica, ma potrebbe assumersi una parte del lavoro e mettere in discussione le convinzioni su quanto siano indispensabili i matematici umani.

Fonti: t3n.