Gli scienziati che stanno verificando se la teoria della relatività di Einstein sia valida in condizioni estreme non hanno trovato prove contro uno dei suoi principi fondamentali in un’analisi iniziale dei neutrini rilevati sotto il Mar Mediterraneo. I risultati si basano su 5.828 neutrini atmosferici registrati da KM3NeT/ORCA.
L’invarianza di Lorentz è il principio secondo cui le leggi della fisica sono le stesse in ogni direzione. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che possa venir meno in condizioni estreme. I neutrini offrono un modo per verificare questa ipotesi perché possono viaggiare nello spazio interagendo pochissimo con la materia e i loro cambiamenti tra tre tipi, o sapori, seguono previsioni precise.
ORCA si trova a 2.450 metri sotto il mare, al largo della costa di Tolone, in Francia. I neutrini sono difficili da rilevare, ma quando uno di essi interagisce con la materia presente nell’acqua può produrre particelle cariche che emettono luce blu. Gli strumenti possono rilevare questa luce e usarla per identificare le proprietà dei neutrini.
Lo studio ha analizzato 1,4 anni di dati raccolti dai primi sei moduli del rivelatore. I ricercatori riferiscono che i risultati corrispondono alle previsioni sul comportamento dei neutrini e raggiungono un livello di precisione paragonabile a quello di esperimenti consolidati come IceCube, in Antartide, e Super-Kamiokande, in Giappone.
Il progetto KM3NeT comprende anche ARCA, un rivelatore situato a 3.500 metri di profondità al largo della costa siciliana. Mentre ORCA si concentra sui neutrini atmosferici a energia più bassa, ARCA è progettato per studiare i neutrini a energia più elevata provenienti dallo spazio profondo. I ricercatori intendono esaminare le oscillazioni dei neutrini con questo strumento, dove eventuali deviazioni dall’invarianza di Lorentz potrebbero essere più marcate. I risultati di ORCA costituiscono soltanto una fase iniziale dell’indagine.
Fonti: Xataka.
