Un utente francese di Internet ha contestato una proposta di tassa sui dati digitali presentando al deputato Laurent Lhardit una fattura teorica di 10.237,20 €. Su X, Christophe Boutry ha dichiarato che il suo contatore aveva registrato più di 214 milioni di download dal sito personale del deputato socialista, aggiungendo che il totale avrebbe potuto essere arrotondato a 20.000 € con qualche altra ora di attività.
L’iniziativa mirava a rivolgere il principio della tassa proposta contro uno dei suoi sostenitori. La misura farebbe pagare i fornitori di contenuti in base al volume di dati che trasmettono agli utenti di Internet in Francia. È stata inserita nel disegno di legge finanziaria per il 2027 dopo un voto all’Assemblea Nazionale il 30 ottobre 2026, passando con 11 voti contro 10.
Secondo la proposta, i fornitori di servizi Internet come Orange, SFR, Bouygues Telecom e Free conterebbero i gigabyte inviati ai propri abbonati e identificherebbero le aziende responsabili di tale traffico. Queste aziende pagherebbero quindi 5,5 centesimi di euro per ogni gigabyte trasmesso. La misura non è ancora in vigore e dovrebbe comunque rimanere nella versione definitiva del bilancio.
La proposta ha già suscitato critiche, anche da parte di Xavier Niel, che ha definito i suoi autori «incompetenti ignoranti». Una delle preoccupazioni è che le piattaforme possano trasferire il costo agli utenti attraverso prezzi degli abbonamenti più elevati.
Un altro utente, che pubblica con il nome di mizmo, ha dimostrato lo stesso principio utilizzando un PDF di circa 44 MB sullo storico Marc Bloch, ospitato sul sito del Partito Socialista. Un piccolo programma scaricava e cancellava ripetutamente il file monitorando al contempo il costo teorico. L’ultimo screenshot mostrava 13.109 download, equivalenti a circa 576 GB e a 31,70 € di imposta.
Per quella dimostrazione, mizmo ha utilizzato una copia del PDF archiviata localmente, quindi il sito del Partito Socialista non è stato contattato per ogni download. L’esempio illustra comunque come trasferimenti ripetuti potrebbero aumentare l’importo dovuto da un fornitore di contenuti senza generare entrate aggiuntive.
Il calcolo di Boutry contiene un errore significativo. La sua interfaccia utilizza un’aliquota di «0,055 centesimi» per gigabyte, mentre l’emendamento specifica 0,055 €, cioè 5,5 centesimi di euro. Con l’aliquota corretta, i 18,6 milioni di gigabyte mostrati dal suo contatore rappresenterebbero circa 1,02 milioni di euro prima di qualsiasi tetto massimo, anziché 10.000 €.
Questa cifra non renderebbe automaticamente Laurent Lhardit personalmente responsabile. Il testo stabilisce un limite pari al 15% dei ricavi generati in Francia o al 2% dei ricavi totali. Sarebbe inoltre necessario stabilire quale entità debba essere considerata il fornitore di contenuti del sito del deputato.
La proposta non esclude esplicitamente i bot che scaricano ripetutamente file per aumentare l’importo dovuto da un sito. Tuttavia, le regole per misurare il traffico devono ancora essere definite con decreto. Se tali download fossero inclusi, potrebbero aumentare l’imposta dovuta, nel rispetto dei limiti proposti.
Fonti: Numerama.