Durante gli anni 2000, Bleach, Naruto e One Piece erano al centro del mercato dei manga e degli anime. Pubblicate su Weekly Shonen Jump, le tre serie costruirono enormi comunità di fan e divennero presenze fisse agli eventi della community, guadagnandosi il soprannome collettivo di “Big Three”.
La loro ascesa seguì la conclusione del manga di Dragon Ball Z nel 1995, che lasciò la rivista alla ricerca di un nuovo titolo di punta. One Piece, creato da Eiichiro Oda, iniziò la pubblicazione nel 1997 e divenne rapidamente un grande successo in Giappone. Il suo adattamento anime arrivò nel 1999.
Naruto, di Masashi Kishimoto, arrivò nel 1999 e conquistò un forte appeal internazionale grazie all’ambientazione ninja, alle rivalità e all’azione. Insieme, One Piece e Naruto contribuirono a rilanciare lo slancio di Weekly Shonen Jump, sebbene la rivista dovesse ancora affrontare la concorrenza dei mercati seinen e shojo, in crescita.
Bleach, di Tite Kubo, lanciato nel 2001, completò il trio. La serie combinava un’identità visiva elegante, personaggi più maturi e un approccio alle battaglie soprannaturali che conservava una base giovanile. Il suo successo fu abbastanza grande da affiancarla a Naruto e One Piece, anche se la sua popolarità non raggiunse esattamente lo stesso livello.
Ogni serie rappresentava un aspetto diverso della formula shonen. One Piece era incentrato sull’avventura, Naruto sui ninja e sulle rivalità, e Bleach su immagini di samurai modernizzati ed elementi filosofici. Le loro storie condividevano anche caratteristiche familiari del genere, tra cui grandi battaglie, gruppi eterogenei di personaggi e nemici che alla fine potevano diventare alleati.
L’influenza del trio crebbe con la diffusione di internet e della globalizzazione, che resero più facile accedere all’intrattenimento giapponese al di fuori del Giappone. Le trasmissioni televisive, le pubblicazioni manga e la nascita delle convention di anime contribuirono ad ampliare il pubblico. In Brasile, programmi come TV Globinho e Bom Dia & Cia contribuirono a questa crescita, mentre Anime Friends organizzò la sua prima edizione a San Paolo nel 2003.
Anche gli editori aiutarono a portare le serie a un numero maggiore di lettori. Conrad iniziò a pubblicare ufficialmente i manga, seguito negli anni successivi da JBC e Panini. Molti fan entrarono nella comunità degli anime e dei manga attraverso uno o più dei tre titoli, insieme ad altre opere di successo come Death Note, Fullmetal Alchemist e Yu-Gi-Oh!.
Bleach, Naruto e One Piece continuarono a dominare fino alla fine degli anni 2000 e all’inizio degli anni 2010. Tuttavia, la loro lunga storia editoriale creò anche una difficoltà: i lettori che li avevano iniziati da bambini o adolescenti stavano diventando adulti, con interessi e responsabilità diversi. Allo stesso tempo, Attack on Titan emerse come un grande successo negli anni 2010, offrendo un tono più cupo e un’ambientazione più dura.
Naruto concluse il suo manga nel 2014, dopo aver seguito il protagonista dall’infanzia all’età adulta e fino al raggiungimento dell’obiettivo di diventare Hokage. Bleach ebbe difficoltà dopo l’uscita di scena di Naruto e terminò in seguito a un arco narrativo che divise i fan. One Piece rimase il più stabile dei tre, sostenuto da vendite solide e dalla popolarità globale.
I personaggi e i creatori tornarono in seguito alla ribalta in modi diversi. Kubo pubblicò Burn the Witch e vide Bleach tornare negli anime con un adattamento dell’arco narrativo finale. Kishimoto fu coinvolto in Boruto, la continuazione ufficiale di Naruto, sebbene sia il suo manga sia il suo anime abbiano ricevuto critiche dai fan.
Anche il materiale originale continuò a generare nuovi progetti. È previsto un adattamento live action hollywoodiano di Naruto sotto la supervisione di Kishimoto, e una nuova continuazione anime è attesa nel 2027. Anche Bleach potrebbe essere ulteriormente sviluppato dopo il capitolo aggiuntivo “No Breaths from Hell”, sebbene non sia stata stabilita alcuna data per il ritorno.
La forza duratura dei “Big Three” deriva sia dal loro impatto culturale sia dalla nostalgia che li circonda. Il loro pubblico originale è ormai in gran parte adulto, e nuovi adattamenti potrebbero presentare i franchise agli spettatori più giovani. Sebbene serie più recenti come Demon Slayer, Jujutsu Kaisen, Chainsaw Man e My Hero Academia abbiano plasmato la generazione successiva, Bleach, Naruto e One Piece restano riferimenti centrali per la comunità globale degli anime e dei manga.
Fonti: Canaltech.