L’Argentina vuole trasformare la Patagonia in un polo per i data center di IA. Il governo del presidente Javier Milei offre incentivi fiscali e si impegna a lasciare l’intelligenza artificiale libera da regolamentazioni per attirare grandi aziende tecnologiche. La strategia ha suscitato l’interesse di aziende come OpenAI, Amazon, Google e Oracle, ma ha anche sollevato preoccupazioni per l’impatto ambientale e per l’effettivo beneficio che ne trarranno le comunità locali.
La Patagonia offre ampie aree di terreno disponibile, temperature miti, venti forti e accesso al gas proveniente dal giacimento di scisto di Vaca Muerta. Il gas potrebbe essere usato per generare elettricità e raffreddare le strutture dei data center. Il mese scorso Milei ha dichiarato alla Camera di commercio degli Stati Uniti che il suo governo non avrebbe regolamentato l’IA.
I registri delle visite ottenuti dall’Associated Press mostrano che negli ultimi mesi aziende tecnologiche e investitori hanno incontrato Milei e i suoi consiglieri. Tra coloro che, secondo quanto riferito, hanno partecipato figurano l’investitore Peter Thiel e rappresentanti di OpenAI, Amazon, Google e Oracle. Anche il costruttore di data center Crusoe ha contattato funzionari argentini per discutere investimenti sostenuti dal governo statunitense. L’azienda ha contribuito alla realizzazione del principale campus di OpenAI in Texas.
Lo sviluppatore polacco Green Capital sta discutendo un progetto distinto: un complesso di data center in Patagonia che, secondo l’azienda, richiederebbe un investimento di 3 miliardi di dollari. Le strutture verrebbero date in affitto a grandi aziende tecnologiche per l’elaborazione dell’IA, ma il progetto non ha ancora trovato un cliente.
Milei sostiene una proposta per ridurre l’imposta sul reddito delle società dal 25% al 15% per gli investimenti di almeno 1 miliardo di dollari nell’IA e in altri settori emergenti. La misura è in attesa dell’approvazione del Senato. Non imporrebbe alle aziende di riservare capacità di calcolo per l’Argentina né di rendere noto il volume di acqua ed elettricità che i loro progetti utilizzerebbero.
Queste lacune hanno suscitato preoccupazioni riguardo alla sovranità tecnologica. Alan Rocha Varsanyi del gruppo argentino Observatorio Petrolero Sur ha affermato che la capacità di calcolo servirebbe principalmente alle esigenze internazionali delle aziende che affitteranno le strutture, anziché sostenere lo sviluppo tecnologico locale. Anche Nicolás Wolovick, docente di informatica presso l’Università nazionale di Córdoba, ha avvertito che la mancanza di regolamentazione potrebbe esporre il Paese a rischi come la sorveglianza di massa e gli attacchi informatici, oltre a trasformarlo in un banco di prova per tecnologie che potrebbero non essere sperimentate nei mercati più regolamentati.
Green Capital prevede di costruire il complesso nella provincia di Chubut, su 130.000 ettari presi in affitto da 14 proprietari terrieri. Uno di loro, l’agronomo e allevatore di pecore Francisco Sáenz, considera il progetto una possibile fonte di reddito, mentre l’allevamento è in declino. Non si prevede che i lavori di costruzione inizino prima del 2028.
Una volta operativo, il campus potrebbe consumare in un anno circa 2,7 volte l’elettricità utilizzata nel 2025 dall’intera città di Buenos Aires, secondo un calcolo dell’Associated Press. Green Capital afferma che produrrebbe autonomamente energia con turbine eoliche, parchi solari e generatori a gas. Le autorità provinciali sperano che il progetto porti miliardi di dollari di investimenti, crei posti di lavoro specializzati e offra uno sbocco commerciale all’energia eolica in eccesso.
I progetti non hanno rassicurato tutti gli abitanti della vicina Trelew. Gli studi ambientali sono ancora in corso e i permessi non sono stati rilasciati. L’azienda non ha specificato il consumo idrico del progetto né quanta parte dell’elettricità proverrebbe dal gas. Gli abitanti si sono organizzati di persona e online sotto lo slogan «Trelew libera dai data center». L’opposizione è arrivata anche in Parlamento, dove i deputati hanno modificato una proposta volta ad allentare le restrizioni sulla proprietà straniera dei terreni e hanno bloccato il piano di Milei che avrebbe consentito agli agenti di IA di controllare le aziende.
Fonti: Olhar Digital.