La rete di ricarica francese è in anticipo rispetto alla domanda dei consumatori, secondo l’EV Index 2026 pubblicato da HERE Technologies e SBD Automotive. Lo studio ha rilevato un netto contrasto tra i conducenti che possiedono già un veicolo elettrico e quelli che non ne hanno mai utilizzato uno: il 47% dei proprietari francesi di veicoli elettrici giudica buona o molto buona la copertura delle stazioni di ricarica pubbliche nei pressi della propria abitazione, contro appena il 22% degli altri automobilisti.
Il rapporto combina un indice delle infrastrutture, che copre 30 Paesi europei e regioni degli Stati Uniti, dell’India e dell’Australia, con un sondaggio condotto su 4.058 automobilisti in otto Paesi. L’indice valuta il numero di caricabatterie pubblici per chilometro di strada, la potenza media di ricarica, la quota di auto elettriche nel parco veicoli e il numero di caricabatterie per auto elettrica.
Tra il 2025 e il 2026 l’Europa ha aggiunto 162.000 punti di ricarica, con un aumento annuo del 14%. La potenza media di ricarica è salita da 44 a 50 kW, sebbene rimanga al di sotto degli 83 kW registrati negli Stati Uniti. Il rapporto evidenzia inoltre grandi differenze tra i Paesi, con una quota di veicoli elettrici che varia da meno del 3% in alcuni mercati all’89% in Norvegia.
Norvegia e Paesi Bassi condividono il primo posto nell’indice delle infrastrutture, seguiti dal Belgio. La Norvegia presenta uno dei tassi più elevati di diffusione delle auto elettriche, ma si colloca quasi in fondo per numero di caricabatterie per veicolo elettrico. I Paesi Bassi hanno la rete di ricarica più densa, sebbene la potenza media sia limitata perché gran parte dell’infrastruttura è precedente all’espansione degli attuali caricabatterie rapidi.
Germania e Regno Unito sono classificati come mercati in cui sia le infrastrutture sia le intenzioni di acquisto sono forti. La Francia, insieme agli Stati Uniti, rientra nella categoria dei Paesi in cui le infrastrutture sono in anticipo rispetto alla domanda. Solo il 15% dei conducenti francesi che attualmente utilizza auto con motore a combustione considera un veicolo elettrico come prossima auto, rispetto al 27% in Germania.
La percezione dei costi rappresenta un ostacolo importante in Francia. Il 46% degli intervistati francesi ritiene che un’auto elettrica costi più da possedere rispetto a un veicolo con motore a combustione, la percentuale più alta tra i Paesi esaminati, contro una media degli otto Paesi del 26%. Solo il 52% ritiene che la Francia installerà un numero sufficiente di caricabatterie per tenere il passo con le vendite di auto elettriche. Nel Regno Unito la percentuale è del 79%.
I conducenti francesi sono anche particolarmente riluttanti a prendere in considerazione i marchi cinesi: il 57% afferma che non ne prenderebbe in considerazione uno, il tasso di rifiuto più alto del sondaggio. Allo stesso tempo, le immatricolazioni di auto elettriche sono in aumento. I dati di AAA Data citati nel rapporto mostrano che i veicoli elettrici hanno rappresentato il 41% delle nuove immatricolazioni in Francia nell’ottobre 2026, rispetto al 24% di un anno prima.
L’esperienza tende a ridurre le preoccupazioni riguardo alle auto elettriche. Nei tre gli otto Paesi esaminati, il 68% dei proprietari di veicoli elettrici afferma che la ricarica è stata migliore del previsto, mentre il 67% dice lo stesso dell’autonomia. Nel complesso, il 76% prevede di acquistare un altro veicolo elettrico. Tuttavia, la ricarica pubblica rimane fonte di frustrazione: trovare un caricabatterie e preoccuparsi di esaurire la batteria sono stati indicati entrambi dal 14% dei proprietari come la loro principale preoccupazione.
Un proprietario su cinque ha incontrato un caricabatterie guasto e non ha potuto ricaricare, mentre il 39% afferma che ciò accade occasionalmente o più spesso. Inoltre, il 54% ha abbandonato un viaggio perché temeva di non trovare un caricabatterie. Il rapporto suggerisce che la ricarica frequente a casa possa garantire ai proprietari un’impressione complessiva positiva, lasciando però incertezza sui viaggi più lunghi.
Anche l’interesse per i veicoli ibridi è in aumento. Il 28% dei proprietari sta prendendo in considerazione, per la prossima auto, un veicolo ibrido convenzionale o plug-in, oppure un veicolo elettrico ad autonomia estesa, rispetto al 23% del 2025. Questa preferenza è particolarmente pronunciata in Italia e Spagna, dove il rapporto rileva reti di ricarica con potenza inferiore.
Le considerazioni finanziarie ora precedono quelle ambientali quando i conducenti spiegano il loro interesse per i veicoli elettrici. Un migliore rapporto qualità-prezzo è stata la motivazione principale, indicata dal 36% degli intervistati, seguita dai costi di gestione più bassi, al 34%. I benefici ambientali si sono classificati al terzo posto, al 33%, in calo di sette punti percentuali rispetto all’anno precedente. I prezzi del carburante continuano a influenzare le decisioni: il 70% ha affermato che l’aumento dei prezzi alla pompa aveva accresciuto il proprio interesse per le auto elettriche, e la metà sarebbe rimasta più propensa a prenderne in considerazione una anche se i prezzi del carburante fossero diminuiti significativamente.
Fonti: Numerama.