Una Yangwang U9 Xtreme, l’hypercar elettrica prodotta dal marchio di lusso di BYD, si è schiantata ad alta velocità su una pista chiusa in Cina. Immagini e video diffusi in Cina il 2 novembre mostrano l’auto uscire dalla traiettoria e colpire una barriera, strappando secondo quanto riferito l’intero asse posteriore.
Secondo le prime informazioni riportate da CarNewsChina, il pilota collaudatore sarebbe riuscito a uscire dal relitto senza assistenza e senza riportare ferite. Il collegamento dell’incidente al tentativo di record pianificato da BYD non è stato confermato, sebbene il veicolo sembrasse essere sottoposto a un test di velocità massima vicino ai 500 km/h.
La U9 Xtreme ha raggiunto i 496,22 km/h sulla pista di prova di Papenburg, in Germania, nel settembre 2025, con il pilota tedesco Marc Basseng al volante. Quel risultato l’ha resa l’auto di serie più veloce al mondo, davanti alla Bugatti Chiron Super Sport 300+, che nel 2019 ha raggiunto i 490,48 km/h.
BYD punta a colmare il divario di 3,78 km/h rispetto alla soglia dei 500 km/h. In un’intervista del 6 luglio a Business SNA, la vicepresidente esecutiva di BYD Stella Li ha dichiarato che l’azienda stava pianificando un tentativo a Dubai nel mese di novembre. Il luogo proposto è una strada di 15 chilometri che deve essere individuata e messa in sicurezza con l’aiuto della polizia locale.
La U9 Xtreme è accreditata di 2.977 cavalli e utilizza ruote da 20 pollici equipaggiate con pneumatici semi-slick GitiSport, oltre a un pacchetto aerodinamico caratterizzato da una grande ala posteriore. A tali velocità, tuttavia, anche la superficie della pista, il vento, l’aderenza degli pneumatici e la distanza di frenata sono fattori critici.
L’incidente è significativo per BYD perché la produzione della U9 Xtreme è limitata a 30 esemplari. Un esemplare è stato venduto per oltre 20 milioni di yuan, ovvero circa 2,5 milioni di euro, al salone dell’auto di Pechino nell’aprile 2026.
Nonostante la violenza dell’impatto, secondo quanto riferito la cellula di protezione degli occupanti dell’auto è rimasta intatta. Non sono stati osservati incendi né fumo visibile proveniente dal pacco batterie. Il veicolo utilizza una chimica delle batterie al litio-ferro-fosfato, che BYD valorizza per la sua stabilità termica e per il ridotto rischio d’incendio in caso di deformazione grave rispetto alle chimiche convenzionali agli ioni di litio.
BYD non ha confermato pubblicamente la strada, i permessi o la data del tentativo a Dubai. Non è quindi chiaro se il prototipo danneggiato influirà sul piano dell’azienda di puntare a una velocità superiore ai 500 km/h questo mese.
Fonti: Numerama.