Un gioco per browser chiamato Taxe-au-giga.fr invita i giocatori ad applicare la tassa francese proposta per gigabyte al deputato che l’ha presentata. Ogni clic simula una visita al sito web del deputato socialista Laurent Lhardit e il download della sua newsletter «Un anno in carica», aggiungendo alla sua fattura 0,00477 € calcolati. Con 86,7 megabyte per visita simulata, servono 210 clic per arrivare a circa un euro.

Creato da un utente di X identificato come Lamine, il gioco parodistico riprende le meccaniche incrementali di Cookie Clicker. I giocatori ottengono bonus come un «router per criceti» e una fittizia azienda agricola di bot, mentre un contatore condiviso somma gli addebiti simulati. Il sito può anche generare una fattura in PDF intestata a Lhardit in quanto autore dell’emendamento. Al momento descritto nel resoconto originale, la fattura fittizia complessiva aveva raggiunto i 534 miliardi di euro.

Il 30 ottobre l’Assemblea Nazionale francese ha approvato con 11 voti contro 10 l’emendamento di Lhardit alla legge finanziaria del 2027. La misura imporrebbe alle aziende che inviano dati agli utenti di Internet in Francia un addebito di 5,5 centesimi di euro per gigabyte. La satira del gioco prende di mira anche il voto del deputato Éric Coquerel, che aveva sostenuto la misura prima di dichiarare di aver premuto il pulsante sbagliato. Sul sito parodistico, il pulsante «contro» sfugge al cursore, mentre quello «a favore» resta fermo.

La battuta porta l’attenzione sulle questioni irrisolte dell’emendamento. La modalità seria del sito stima che la pagina di un deputato possa ricevere circa 500 visite umane al giorno, ovvero all’incirca 1.000 visite includendo i bot. Fa notare che il testo non prevede esenzioni per bot, aggiornamenti di sicurezza o associazioni: i trasferimenti di dati potrebbero quindi essere conteggiati indipendentemente dal fatto che siano stati richiesti o meno da una persona.

L’emendamento non chiarisce inoltre quale soggetto sarebbe responsabile del pagamento. Fa riferimento all’identificazione dei mittenti tramite un numero di registrazione della Internet Assigned Numbers Authority, sebbene la IANA coordini gli indirizzi IP e i numeri di rete e non registri le aziende. I provider Internet potrebbero invece vedere la rete che fornisce i dati, spesso quella di una società di hosting. Il fondatore di OVHcloud, Octave Klaba, ha stimato che la sua azienda potrebbe dover pagare tra 23 e 70 milioni di euro all’anno, incluso il massimale.

Tale massimale è fissato al 15% del fatturato in Francia o al 2% del fatturato globale. Il testo non esenta esplicitamente le associazioni. VideoLAN, l’organizzazione che sviluppa VLC, ha dichiarato che la sua possibile fattura potrebbe superare un milione di euro all’anno e sta chiedendo un’esenzione formale; Lhardit ha sostenuto che, per effetto del massimale, la tassa non si applicherebbe all’organizzazione.

Un’ulteriore votazione sulla sezione delle entrate del bilancio, prevista per il 3 novembre, è stata rinviata mentre i deputati esaminavano gli emendamenti rimanenti. L’Assemblea ha tempo fino alla mezzanotte del 17 novembre per pronunciarsi sull’intero bilancio in prima lettura. Se respingerà la sezione delle entrate, il Senato esaminerà la versione originale del governo, senza la tassa sui dati proposta.

Fonti: Numerama.