L’Alta Corte di giustizia dei Paesi Baschi ha confermato il licenziamento di un dipendente di Kutxabank con sede a Hondarribia per aver consultato senza autorizzazione i dati finanziari dei clienti. Il lavoratore ha dichiarato di aver agito per «semplice curiosità» e di aver voluto sapere quanto guadagnavano le persone, secondo quanto emerge dalla ricostruzione del caso.
L’indagine è iniziata dopo che una dirigente di ArcelorMittal è venuta a sapere che i suoi dati bancari avrebbero potuto essere stati consultati. Era l’unica componente del comitato direttivo dell’azienda ad avere un conto presso Kutxabank e ha segnalato le proprie preoccupazioni attraverso il canale etico della banca. Nel gennaio 2025 Kutxabank ha avviato un audit interno.
I registri informatici hanno mostrato che il dipendente aveva consultato informazioni riservate in sette giorni distinti, tra gennaio 2021 e marzo 2025. Il tribunale ha riconosciuto che aveva cercato dati relativi ad almeno tre dipendenti di ArcelorMittal, oltre che ad altri sette clienti con nomi simili. Le informazioni comprendevano redditi, movimenti dei conti, mutui, garanzie e attività delle carte.
Il dipendente ha sostenuto che l’accesso ai sistemi della banca era tollerato e ha negato di aver condiviso informazioni con la moglie. Il tribunale ha affermato che la questione centrale non era se avesse trasmesso i dati, ma se avesse il diritto di consultarli. I dipendenti delle banche sono vincolati da un rigoroso obbligo di riservatezza, hanno dichiarato i giudici, e l’accesso tecnico non equivale a un’autorizzazione. La sua esperienza nel ruolo, che ricopriva dal luglio 2008, non è stata considerata un’attenuante.
La Sezione sociale ha respinto il suo ricorso contro una sentenza di primo grado emessa nell’aprile 2026. La decisione, datata 20 ottobre, lascia aperta la possibilità di ricorrere alla Corte Suprema spagnola per unificare la dottrina giuridica. Il tribunale non gli ha imposto di pagare le spese.
Fonti: Xataka.