Le loot box, che offrono oggetti casuali all’interno dei giochi, sono soggette a nuove restrizioni in Brasile in seguito all’entrata in vigore dello Statuto digitale per l’infanzia e l’adolescenza, noto come ECA Digital, nel marzo 2026. La legislazione riguarda le meccaniche di ricompensa a pagamento nei giochi destinati a bambini e adolescenti o che potrebbero essere da loro utilizzati.

Ai sensi della Legge n. 15.211/2025, le aziende devono impedire agli utenti di età inferiore ai 18 anni di utilizzare le funzioni di ricompensa casuale a pagamento. Tra le possibili misure di conformità figurano la verifica dell’età degli utenti, l’offerta di versioni prive di queste meccaniche o la disattivazione delle funzioni soggette a restrizioni.

Le norme non impongono un divieto generale delle loot box in Brasile. Gli adulti possono continuare ad accedere a questi sistemi, nel rispetto degli altri requisiti giuridici applicabili. A ottobre, il Ministero della Giustizia ha chiesto all’Autorità nazionale per la protezione dei dati di prestare particolare attenzione a sei giochi: Counter-Strike 2, Call of Duty, NBA 2K26, WWE 2K26, Genshin Impact e PUBG Mobile. La richiesta riguarda il monitoraggio e non un divieto, e non stabilisce che gli sviluppatori abbiano violato la legge.

L’approccio del Brasile differisce da quelli adottati in Belgio, nei Paesi Bassi e nel Regno Unito. In Belgio, la Commissione per il gioco d’azzardo ha concluso nel 2018 che alcuni sistemi di ricompensa casuale a pagamento rientravano nella definizione di gioco d’azzardo prevista dalla legislazione del Paese. L’interpretazione ha spinto le aziende a modificare o rimuovere alcune funzioni dai titoli disponibili sul mercato belga.

Nei Paesi Bassi, la legalità dipende dalla struttura della meccanica e dal fatto che essa rientri o meno nelle norme sul gioco d’azzardo. Non esiste un divieto generale delle loot box. Una decisione giudiziaria del 2022 ha annullato una multa inflitta a Electronic Arts per i pacchetti di FIFA Ultimate Team, indicando che le ricompense casuali, da sole, non sono necessariamente sufficienti per classificare un sistema come gioco d’azzardo.

Anche il Regno Unito non ha introdotto uno specifico divieto generale. La sua politica si è concentrata sulla protezione di bambini e adolescenti attraverso misure quali i controlli parentali, le restrizioni agli acquisti e gli impegni dell’industria videoludica.

Il dibattito ruota attorno al fatto che i giocatori pagano per ottenere ricompense senza conoscerne in anticipo il risultato. A seconda del gioco, spendere denaro reale può offrire la possibilità di ottenere personaggi, carte o oggetti cosmetici rari, senza garantire il risultato desiderato.

Le ricerche hanno rilevato associazioni tra la spesa per le loot box e comportamenti problematici legati al gioco d’azzardo, sebbene ciò non stabilisca un rapporto diretto di causa ed effetto in ogni studio. I diversi approcci nazionali riflettono la mancanza di un consenso internazionale su come queste meccaniche debbano essere regolamentate.

In Brasile, la priorità è la protezione dei minori. Per gli sviluppatori, la sfida principale consiste nell’adattare i sistemi di monetizzazione e verificare l’età degli utenti senza necessariamente ritirare i giochi dal mercato.

Fonti: Olhar Digital.