L'Agenzia di intelligence della difesa degli Stati Uniti (DIA) ha reso pubblica una fotografia ad alta risoluzione di un veicolo spaziale riutilizzabile cinese in una relazione datata 26 ottobre 2026. Originariamente catturata in orbita dall'operatore commerciale di satelliti Maxar Technologies, ora noto come Vantor, nel 2024, l'immagine fornisce dettagli rari sulla configurazione del veicolo spaziale. Il veicolo presenta ali a delta, portelli della stiva cargo, protezione termica scura e un modulo di servizio dotato di pannelli solari, suscitando nei media statunitensi confronti con il velivolo spaziale non pilotato X-37B americano utilizzato dalla Space Force.

Simile alla sua controparte statunitense, il dispositivo cinese viene lanciato su razzi convenzionali, rimane in orbita per periodi prolungati e torna sulla Terra con la capacità di atterraggi autonomi su pista. Dal 2020, la Cina ha condotto quattro missioni nell'ambito di questo programma, alcune delle quali durate quasi nove mesi. La quarta missione è iniziata nel febbraio 2026 ed era ancora in orbita al momento della pubblicazione della relazione. Tuttavia, il numero totale di unità costruite e i loro specifici obiettivi operativi rimangono sconosciuti, poiché i media ufficiali cinesi si riferiscono all'astronave solo come veicolo spaziale riutilizzabile sperimentale senza fornire ulteriori dettagli.

L'analisi dei dati pubblici di tracciamento orbitale effettuata dall'astrofisico Jonathan McDowell suggerisce che il veicolo sta testando tecnologie di rendezvous e cattura. Nel giugno 2026, lo spazioporto ha rilasciato un piccolo oggetto e vi si è avvicinato nuovamente nel luglio successivo, una sequenza coerente con le operazioni di recupero che sembra essere stata ripetuta tra agosto e settembre. Sebbene i metodi specifici utilizzati non siano stati confermati pubblicamente, queste osservazioni indicano potenziali test che coinvolgono meccanismi robotici. Tali capacità potrebbero essere applicate alla manutenzione, all'ispezione e al recupero dei satelliti, ma sollevano anche preoccupazioni riguardo alle applicazioni militari, inclusi gli avvicinamenti e le interferenze con i beni spaziali di altre nazioni.

L'immagine fa parte di una valutazione più ampia della DIA sulle capacità spaziali della Cina. La relazione afferma che Pechino possiede vari sistemi laser basati a terra di diversi livelli di potenza destinati a disturbare, degradare o danneggiare i satelliti in orbita terrestre bassa. Inoltre, l'agenzia ritiene possibile che la Cina possa dispiegare sistemi di energia diretta più potenti, inclusi equipaggiamenti basati nello spazio, entro la fine del decennio. La valutazione evidenzia anche test cinesi che coinvolgono missili antisatellite, bracci robotici e tecnologie di rifornimento dei satelliti in orbita geosincrona a un'altitudine di circa 36.000 chilometri. Sebbene questi risultati derivino da valutazioni dell'intelligence statunitense, l'immagine rilasciata sottolinea il progresso dei satelliti commerciali di osservazione, che ora possono fotografare equipaggiamenti in orbita utilizzando una tecnica nota come imaging non terrestre.

Fonti: Pplware.