La NASA chiede all’industria privata idee su come mantenere il telescopio spaziale Hubble o gestirne l’eventuale ritorno sulla Terra. La richiesta di informazioni, pubblicata il 29 ottobre, cerca tecnologie e servizi che potrebbero sostenere una futura missione, sebbene non garantisca l’assegnazione di alcuna missione.

Dopo oltre 36 anni in orbita, Hubble continua a produrre risultati scientifici significativi. Tuttavia, il telescopio ha dovuto affrontare problemi tecnici, tra cui guasti ai giroscopi, che contribuiscono a controllarne l’orientamento. La domanda di osservazioni rimane elevata, superando di sette volte il tempo di osservazione disponibile.

Hubble sta inoltre perdendo gradualmente quota a causa della resistenza atmosferica. L’osservatorio si trova attualmente a circa 470 chilometri sopra la Terra e la NASA stima una probabilità del 10% di rientro atmosferico entro settembre 2032. Si prevede che tale probabilità raggiunga il 50% entro dicembre 2033.

La nuova consultazione delinea tre possibili approcci. Il primo consisterebbe nell’utilizzare una navicella per innalzare l’orbita di Hubble da circa 470 chilometri ad almeno 600 chilometri, riducendo la resistenza atmosferica e prolungandone potenzialmente l’operatività. Il secondo combinerebbe un innalzamento dell’orbita con interventi di manutenzione destinati a migliorare le prestazioni del telescopio e ad aiutarlo a continuare a operare nonostante i problemi tecnici. Il terzo si concentrerebbe sull’indirizzamento di Hubble verso un rientro controllato, invece di prolungarne la missione.

La NASA aveva già esplorato il supporto commerciale per Hubble. Nel settembre 2022, aveva raggiunto un accordo con SpaceX per studiare la possibilità di utilizzare una capsula Crew Dragon per una missione di manutenzione. Lo studio coinvolgeva anche Jared Isaacman, che all’epoca partecipava al programma Polaris per voli spaziali privati con equipaggio.

Tre mesi dopo, la NASA aveva richiesto proposte ad altre aziende e aveva ricevuto otto risposte. Tra queste figurava una proposta di Astroscale, specializzata nella manutenzione e nella rimozione dei satelliti, in collaborazione con Momentus, sviluppatrice di veicoli per il trasferimento orbitale.

L’agenzia decise di non procedere con nessuna di quelle proposte nel giugno 2024. All’epoca, uno dei tre giroscopi operativi rimasti di Hubble aveva smesso di funzionare, costringendo il telescopio a operare con uno solo e limitando alcune opzioni di osservazione. Mark Clampin, allora direttore della divisione di astrofisica della NASA, disse che i rischi avrebbero potuto portare a una perdita prematura di dati scientifici e comportare notevoli difficoltà tecnologiche. Descrisse inoltre il lavoro di SpaceX come uno studio di fattibilità, anziché come una raccomandazione formale per realizzare la missione.

Isaacman ha recentemente rinnovato il sostegno a una missione, affermando che il precedente studio di SpaceX aveva raccomandato di sottoporre Hubble a manutenzione. Tale affermazione differisce dalla valutazione di Clampin del 2024. Il rapporto finale dello studio non è stato pubblicato integralmente, mentre una presentazione ottenuta attraverso una richiesta basata sulla legge sulla libertà d’informazione era in gran parte oscurata.

A giugno, anche Shawn Domagal-Goldman, l’attuale direttore dell’astrofisica della NASA, ha indicato che l’agenzia era disponibile a riconsiderare una missione robotica. Ha affermato che il costo di tali operazioni era sceso al di sotto delle precedenti aspettative, contribuendo potenzialmente a ridurre le spese operative previste, pari a quasi 100 milioni di dollari all’anno.

La NASA valuterà ora le proposte presentate dalle aziende private entro la scadenza del 30 novembre. Le opzioni risultanti potrebbero determinare se Hubble riceverà ulteriore supporto in orbita o se sarà guidato verso un pensionamento controllato.

Fonti: Olhar Digital.