La Proposition 45 della California ridurrebbe i tempi delle valutazioni ambientali per i progetti classificati come infrastrutture essenziali. Sostenitori dell’ambiente ed esperti legali avvertono che il testo potrebbe permettere ad alcuni progetti di data center di rientrare nella misura, riducendo le opportunità di controllo pubblico e di contestazione in tribunale.
La misura fisserebbe un termine di 365 giorni per consentire alle agenzie di completare un rapporto di impatto ambientale e imporrebbe che le contestazioni legali siano risolte entro 270 giorni. Il periodo per i commenti del pubblico sarebbe limitato a 45 giorni. Inoltre, richiederebbe la consultazione soltanto delle tribù native americane riconosciute a livello federale, mentre le norme attuali consentono di raccogliere il parere delle tribù che potrebbero essere coinvolte anche se non sono riconosciute a livello federale.
In base alla proposta, gli sviluppatori preparerebbero un unico piano alternativo da sottoporre all’esame degli enti regolatori. Le agenzie dovrebbero anche specificare all’inizio della procedura di richiesta quali informazioni sono necessarie, anziché domandare ripetutamente ulteriori dettagli. Se un tribunale stabilisse che un’agenzia non ha rispettato le norme sulla valutazione ambientale, potrebbe sospendere soltanto le parti problematiche di un progetto, invece di fermare del tutto i lavori.
I sostenitori affermano che la Prop 45 contribuirebbe ad affrontare la carenza di alloggi in California e ad accelerare i progetti di energia rinnovabile per soddisfare la crescente domanda di elettricità. Gli oppositori, tra cui Fernando Gaytan, avvocato senior di Earthjustice, sostengono che la definizione di progetti a banda larga ammissibili contenuta nella misura potrebbe essere abbastanza ampia da includere data center dotati di infrastrutture per la trasmissione a banda larga.
La proposition annovera l’accesso a Internet a banda larga tra le nove categorie di progetti ammissibili alla valutazione semplificata, ma non esclude esplicitamente i data center. Richard Frank, professore emerito alla UC Davis School of Law, e l’avvocato Matthew McKerley hanno sostenuto che le strutture proposte dotate di infrastrutture a banda larga potrebbero rientrare nella definizione. Osservano inoltre che le aziende che sviluppano data center hanno contribuito alla campagna a sostegno della misura.
I sostenitori contestano questa interpretazione. L’avvocato e lobbista Kurt Oneto ha scritto su The National Law Review che il ruolo di un data center nel supportare Internet non basterebbe, di per sé, a renderlo un progetto essenziale di accesso alla banda larga ai sensi della Prop 45. La campagna Yes on Prop 45 non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.
La sezione della California e delle Hawaii della NAACP sostiene la proposition. Il suo presidente, Rick Callender, ha dichiarato in un comunicato stampa del 9 settembre che la misura aiuterebbe le comunità a realizzare prima progetti essenziali, preservando al contempo i diritti civili e le tutele ambientali. I critici, tuttavia, sostengono che valutazioni più rapide e minori opportunità di partecipazione pubblica potrebbero indebolire la capacità delle comunità vicine di influire sui progetti che le riguardano.
Fonti: The Verge.