Le elezioni di metà mandato del 2026 negli Stati Uniti contribuiranno a determinare gli equilibri di potere negli ultimi due anni di mandato del presidente Donald Trump e offriranno un’indicazione sulle priorità degli elettori in vista delle presidenziali del 2028. Oltre al tema del costo della vita, le questioni tecnologiche stanno emergendo nelle campagne elettorali in tutto il Paese, in particolare la crescita dei data center, la sicurezza dell’IA e l’espansione dei sistemi di sorveglianza.
I data center sono diventati una delle principali fonti di opposizione a livello locale, per le preoccupazioni legate alla costruzione, alla domanda di elettricità e a chi dovrà sostenerne i costi. In Texas, Gary Bledsoe, presidente della sezione statale della NAACP, ha richiamato l’attenzione sulle controversie a Taylor e Temple, mentre San Marcos è diventata la prima città dello Stato a vietare i data center. La questione è stata affrontata anche nelle campagne per il Congresso e per la carica di governatore.
La Proposition 45 della California è diventata un altro motivo di scontro. La misura ridurrebbe i tempi delle valutazioni ambientali per i progetti infrastrutturali idonei e renderebbe più difficile per i residenti contestarli in tribunale. I sostenitori affermano che potrebbe contribuire ad affrontare la carenza di alloggi e ad ampliare le energie rinnovabili per soddisfare la crescente domanda di elettricità. I gruppi ambientalisti e alcuni esperti di diritto avvertono che gli sviluppatori di data center che sostengono la proposta potrebbero trarre vantaggio da un minore controllo pubblico.
Le elezioni stanno inoltre attirando ingenti finanziamenti da gruppi politici legati al settore tecnologico. Leading the Future, sostenuto dal venture capitalist Marc Andreessen e dal presidente di OpenAI Greg Brockman, ha speso 45 milioni di dollari, mentre Public First Action, sostenuto da Anthropic, afferma di aver raccolto 80 milioni di dollari. Un altro gruppo, Tomorrow Together, ha lanciato una campagna pubblicitaria da 4 milioni di dollari incentrata sullo sviluppo dei data center e sulla sicurezza dell’IA.
La proposta californiana di un’imposta una tantum del 5% sui miliardari, la Proposition 40, ha dato luogo a una vasta campagna contraria. Secondo quanto riferito, i miliardari del settore tecnologico hanno donato oltre 340 milioni di dollari per opporsi alla misura; il cofondatore di Google Sergey Brin sarebbe il principale finanziatore. In una comunicazione ufficiale, anche Meta ha dichiarato che Mark Zuckerberg stava valutando di trasferire la propria residenza principale nel caso in cui la proposta venisse approvata. Il consiglio di amministrazione dell’azienda gli ha assegnato azioni senza diritto di voto, che possono garantirgli liquidità senza ridurre il suo controllo sui voti; Zuckerberg si è impegnato a restare in California, o ovunque abbia sede Meta, per otto anni, mantenendo un ruolo dirigenziale a tempo pieno.
L’esito delle elezioni di metà mandato potrebbe influire sul modo in cui il Congresso affronterà la regolamentazione dell’IA. Se i Democratici riconquistassero il controllo di una delle due camere, i presidenti delle commissioni potrebbero fissare le priorità, chiedere documenti alle aziende e convocare i dirigenti del settore tecnologico per testimoniare. I presidenti democratici delle commissioni hanno già manifestato interesse a esaminare i crediti d’imposta per i data center e i recenti episodi di pirateria informatica. Si prevede inoltre che il prossimo Congresso debba affrontare l’opposizione alla costruzione di data center.
Anche la supervisione elettorale e l’uso della tecnologia sono sotto esame. Il Dipartimento di Giustizia ha inviato 1.000 osservatori elettorali nei seggi di tutti gli Stati, definendo l’iniziativa la più ampia della sua storia. Nel frattempo, esperti di elezioni e di privacy hanno espresso preoccupazione per il SAVE Program del Dipartimento per la Sicurezza interna, ampliato dall’amministrazione Trump per individuare i non cittadini registrati per votare. Secondo i critici, la banca dati potrebbe coinvolgere erroneamente elettori aventi diritto e mettere a rischio le informazioni personali.
OpenAI ha istituito un Election Operations Center per monitorare la possibile diffusione di disinformazione e l’uso improprio dei suoi strumenti durante il periodo elettorale. L’azienda afferma che il centro seguirà gli eventi in tempo reale e riceverà segnalazioni di comportamenti imprevisti dei modelli o di presunte violazioni dei termini di servizio.
Altre questioni politiche che riguardano la tecnologia includono il dibattito sulla sorveglianza, la proposta di tassazione dei patrimoni e l’applicazione delle norme antitrust. I Democratici hanno tenuto un’audizione informale per criticare l’accordo del Dipartimento di Giustizia con Live Nation-Ticketmaster, anticipando come potrebbero esaminare con attenzione gli accordi antitrust dell’amministrazione qualora riconquistassero il controllo del Congresso.
Fonti: The Verge.
