Di recente, nei cieli del nord del Portogallo sono comparse lunghe linee bianche. Alcune restano ben definite, mentre altre si allargano come nuvole. Questi segni sono noti come scie di condensazione, o contrails, e le differenze nelle condizioni atmosferiche determinano se si formano e per quanto tempo rimangono visibili.

Gli aerei di linea volano in genere a un’altitudine compresa tra 9 e 12 chilometri dal suolo, dove le temperature possono scendere tra i 40 e i 60 gradi sotto zero. Quando i gas di scarico caldi dei motori si mescolano con quest’aria fredda, il vapore acqueo può condensarsi attorno a minuscole particelle presenti nei gas di scarico. Le goccioline che ne risultano si congelano rapidamente formando piccoli cristalli di ghiaccio, che dal suolo appaiono come scie bianche. Non sono fumo.

Non tutti gli aerei lasciano una scia visibile, nemmeno quando volano a un’altitudine simile. Nell’aria secca, i cristalli di ghiaccio si trasformano rapidamente e direttamente in vapore acqueo, facendo scomparire la scia nel giro di pochi secondi. Quando l’aria è sufficientemente umida rispetto al ghiaccio, i cristalli possono persistere e ingrandirsi, mantenendo la scia visibile per ore. I venti d’alta quota possono disperderle su un’area più ampia, formando strati simili a nuvole, analoghi ai cirri.

La persistenza delle scie non significa necessariamente che stia per piovere. Indica che le condizioni nell’alta atmosfera consentono ai cristalli di ghiaccio di rimanere, ma l’umidità a circa 10 chilometri di quota può essere diversa da quella al suolo. Le scie possono offrire indizi sull’atmosfera, ma da sole non possono prevedere il tempo.

Le scie possono anche influire sul clima, soprattutto quando persistono e si trasformano in estese formazioni nuvolose. Di giorno riflettono una parte della luce solare in arrivo, con un effetto di raffreddamento, ma intrappolano anche parte della radiazione infrarossa emessa dalla Terra, contribuendo al riscaldamento. L’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea afferma che l’effetto complessivo sul clima delle scie persistenti è di riscaldamento, anche se la sua intensità dipende da diversi fattori. Si stanno studiando modifiche ad alcune rotte e altitudini di volo per evitare le zone atmosferiche particolarmente favorevoli alla loro formazione.

Le affermazioni secondo cui le normali scie di condensazione sarebbero irrorazioni chimiche intenzionali, talvolta chiamate “scie chimiche”, non sono supportate da prove scientifiche attendibili. La loro formazione e persistenza si spiegano con la fisica dell’atmosfera. I motori degli aerei producono inquinamento, ma questo è distinto dai cristalli di ghiaccio che rendono visibili le scie.

Fonti: Pplware.