Sant Antoni de Portmany, sulla costa occidentale di Ibiza, si trova tra due modelli turistici contrapposti. Il comune, che conta poco più di 29.000 abitanti, cerca di ridurre il proprio legame con le vacanze all’insegna dell’alcol, attirando al contempo una clientela più facoltosa. Per molti residenti, tuttavia, il problema più urgente è il costo delle abitazioni.
La strategia del comune comprende la ristrutturazione del patrimonio alberghiero, la diversificazione dell’offerta turistica e la promozione dei paesaggi, della cultura e della gastronomia della zona. Il sindaco Marcos Serra ha sottolineato l’apertura di hotel a cinque stelle, tre dei quali sono già operativi e altri due sono in fase di sviluppo, nonché la crescente importanza delle strutture a quattro stelle.
I cambiamenti sono visibili anche nel centro della città. Il West End, un’area pedonale nota per la vita notturna e i pub, nel 2025 ha ricevuto un grande murale dell’artista Okuda San Miguel. Il governo locale ha dichiarato che il progetto mirava a rendere la zona più accogliente e a favorire la convivenza tra residenti e visitatori. Nello stesso anno, il consiglio comunale ha offerto aiuti alle attività commerciali della Zona di Protezione Acustica Speciale per incoraggiare la trasformazione dei locali notturni in negozi e ristoranti. È stato inoltre inaugurato un nuovo boulevard per creare una zona pedonale più ampia nel centro.
Anche il settore alberghiero ha subito una trasformazione analoga. Un esempio è il resort a cinque stelle OKU, aperto prima della stagione estiva 2021 con quasi 190 camere e una grande piscina. L’aumento delle strutture ricettive di fascia alta è in parte legato alle misure regionali introdotte nel 2020 per incentivare la modernizzazione degli hotel. In tutta Ibiza, il 38% dell’offerta alberghiera ha una classificazione superiore alle quattro stelle, secondo le informazioni fornite.
Resta controverso se queste misure stiano effettivamente riducendo il turismo dei party. Ciò che è chiaro è che Sant Antoni sta affrontando un forte aumento dei costi delle abitazioni. I dati di Pisos.com collocano il comune tra le 25 località più costose della Spagna, con un prezzo medio di acquisto di 7.110 euro al metro quadrato.
Anche i rendimenti degli affitti sono interessanti per i proprietari degli immobili. La redditività degli affitti residenziali ordinari è di circa il 5,63% a Sant Antoni, e sale al 7,57% per i contratti appena sottoscritti. Il canone mensile medio è di circa 1.009 euro, mentre i contratti recentemente concordati raggiungono approssimativamente 1.317 euro.
Anche il mercato delle compravendite ha continuato a crescere. Fotocasa ha registrato un aumento su base annua del 16,9% a ottobre, con prezzi saliti da 6.465 a 7.470 euro al metro quadrato. Idealista ha segnalato un incremento più contenuto, ma ha indicato la stessa tendenza al rialzo.
La pressione non riguarda soltanto i residenti permanenti, ma anche i lavoratori che sostengono l’industria turistica locale. La carenza di abitazioni ha costretto alcuni dipendenti, comprese persone che lavorano nei ristoranti e negli hotel, a vivere nei campeggi per roulotte. Per Sant Antoni, la sfida non si limita quindi a cambiare la propria immagine turistica: deve anche gestire le conseguenze residenziali del diventare una destinazione più desiderabile e costosa.
Fonti: Xataka.