Il remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time realizzato da Nintendo per Switch 2 punta a presentare il gioco per Nintendo 64 del 1998 a un nuovo pubblico senza modificarne il carattere essenziale. I produttori Eiji Aonuma e Hidemaro Fujibayashi affermano che gli sviluppatori più giovani del progetto hanno aiutato il team a trovare con attenzione questo equilibrio, concentrandosi su ciò che contava nell’originale anziché aggiungere novità fine a sé stesse.
Fujibayashi ha detto che i membri più giovani del team si sono chiesti cosa dovesse rimanere invariato e hanno cercato quella che ha definito «eleganza»: mantenere gli elementi importanti dell’originale e portarli avanti. Alcuni di questi sviluppatori non avevano mai giocato al titolo per N64 prima di lavorare al remake, e questo ha dato loro una prospettiva diversa sul suo design.
Il remake aggiorna anche alcuni aspetti dell’esperienza per adattarli meglio ai giocatori di oggi. I giocatori possono controllare la telecamera e saltare liberamente: cambiamenti pensati per offrire maggiore flessibilità e collegare il gioco all’approccio più aperto di Breath of the Wild e Tears of the Kingdom. Aonuma ha detto che la libertà aggiuntiva ha richiesto modifiche al mondo, ma che ha finito per considerarla un altro modo per permettere ai giocatori di raggiungere i propri obiettivi.
La grafica è stata rinnovata per mostrare dettagli che l’hardware originale non poteva visualizzare, pur mantenendo uno stile che unisce realismo e fantasia. Aonuma ha detto che il team avrebbe voluto mettere in risalto più dettagli del mondo già durante lo sviluppo del gioco originale, ma che i limiti tecnici del Nintendo 64 lo avevano impedito.
Altre modifiche affrontano alcune difficoltà specifiche del gioco originale. I suggerimenti di Navi sono stati ridotti e il testo di gioco può aiutare i giocatori a ricordare i propri progressi. Anche il Tempio dell’Acqua è stato modificato per rendere più semplice orientarsi, migliorando la visibilità e riducendo gli ostacoli legati alla telecamera e ai menu degli oggetti del gioco originale.
Aonuma ha detto che il remake ha dato al team l’opportunità di apportare queste modifiche mantenendo lo stile tradizionale di Ocarina per quanto riguarda il gameplay di Zelda. Lui e Fujibayashi hanno anche sottolineato che lo sviluppo è diventato più impegnativo rispetto all’epoca dell’N64: sono coinvolte più persone e serve più tempo, il che rende più complessa la gestione del team. Entrambi i produttori hanno affermato che l’esperienza di lavorare con sviluppatori più giovani potrebbe portare nuove idee ai futuri giochi di Zelda.
Fonti: The Verge.
