Il telescopio spaziale Swift si sta avvicinando alla fine della sua missione. Lanciato 22 anni fa, l’osservatorio ha perso quota in seguito all’aumento dell’attività solare, mentre un tentativo di emergenza per salvare la missione è fallito. I suoi strumenti sono ora stati spenti, consentendo alla navicella di scendere naturalmente sotto l’effetto della resistenza atmosferica.
La NASA e la U.S. Space Force stanno monitorando Swift per determinare quando e dove rientrerà. Le simulazioni citate da Space.com indicano che la caduta potrebbe avvenire venerdì 7 novembre 2026, sebbene l’orario e il luogo esatti non saranno noti fino a poco prima dell’evento.
La settimana precedente Swift si trovava già a un’altitudine inferiore a 275 chilometri. Questo la colloca al di sotto della maggior parte delle costellazioni satellitari e della Stazione Spaziale Internazionale, riducendo la probabilità di una collisione durante la discesa.
Si prevede che il telescopio si disgreghi rapidamente una volta raggiunta l’alta atmosfera. A circa 120 chilometri di altitudine, l’attrito dell’aria dovrebbe riscaldare la sua struttura, i pannelli solari e le antenne. I componenti rimanenti dovrebbero disintegrarsi a un’altitudine inferiore, intorno ai 78 chilometri sopra la Terra.
Alcuni frammenti potrebbero teoricamente raggiungere il suolo, ma la probabilità è considerata estremamente ridotta. Le simulazioni orbitali collocano il potenziale corridoio di rientro intorno a 21 gradi a sud dell’equatore, attraversando aree che comprendono parti del Brasile, il Cile settentrionale, l’Africa meridionale, il Botswana e l’Australia. Gran parte di questo corridoio è costituita da oceano.
L’area precisa dell’impatto sarà chiara soltanto quando Swift sarà quasi completamente distrutto, lasciando solo pochi minuti di preavviso. La NASA non ha diffuso una dichiarazione pubblica sul rischio, a conferma della probabilità molto bassa di un incidente. Se in seguito venissero trovati frammenti, potrebbe essere difficile identificarli perché non si prevede che gli strumenti scientifici del telescopio siano tra i suoi componenti più resistenti.
Fonti: Numerama.